Quali bonus e agevolazioni possono ottenere le aziende dei settori energivori, grazie ad interventi di efficienza energetica?

Le imprese energivore vengono definite tali poiché registrano elevati consumi di energia elettrica, che hanno forte incidenza sul proprio fatturato. Queste possono giocare un ruolo fondamentale nel percorso di efficienza energetica e diminuzione dei consumi a livello nazionale.

 

In Italia sono circa 3.000, in diversi settori, sia grandi aziende che PMI. I loro nomi vengono pubblicati in elenchi aggiornati sul portale energivori della CSEA (Cassa Servizi Energetici e Ambientali).

Di che quantità di consumo annuale stiamo parlando?

Fino al 2018 il consumo doveva essere maggiore o uguale a 2,4 GWh con un rapporto tra costo effettivo dell’energia utilizzata e fatturato uguale o superiore al 3%, mentre dopo l’introduzione del Decreto del 21/12/2017, deve essere maggiore o uguale a 1 GWh (1.000.000 di KW/h). Dal 1° Gennaio 2018 è stata dunque abbassata la soglia per la definizione di azienda energivora. 

 

Queste imprese hanno l’opportunità di accedere ad alcune agevolazioni.

 

In particolare, la Delibera n. 921/2017/R/eel dell’Autorità per l’Energia – a seguito del Decreto sopra citato, ha apportato una semplificazione sul meccanismo di accesso alle agevolazioni.

 

Sulla base di questo meccanismo, ad esempio, gli energivori possono usufruire di sconti sugli “oneri di sistema” pagati in bolletta, nello specifico sulla componente Asos destinata al sostegno alle fonti di energia rinnovabile e alla cogenerazione.

 

Cos’è la componente Asos?

 

Come si sa, nella bolletta elettrica non si paga solo il costo dell’energia, ma anche una serie di tasse e contributi al sistema elettrico, che fino al 31/12/2017 erano suddivise in otto componenti. Queste componenti sono state ridotte a due: Asos e Arim.

 

La componente in questione, Asos, è destinata al sostegno delle fonti rinnovabili e, per le aziende con certe caratteristiche di consumo sarà, appunto, applicata in forma scontata.


Ogni anno, per ottenere la riduzione degli oneri di sistema direttamente in fattura, le imprese energivore devono presentare una Dichiarazione, nei tempi previsti nella sezione dedicata, presente sul portale della CSEA.

Come vengono stabiliti i criteri di premiazione per le imprese virtuose?

Per stabilire i criteri che vadano anche a premiare comportamenti virtuosi dal punto di vista dell’efficienza energetica, nella determinazione dei contributi vengono considerati i “consumi efficienti” stabiliti dall’ENEA e i prezzi dell’elettricità stabiliti dall’ARERA, l’autorità per l’energia.

 

Le imprese che consumano almeno 1GWh e per le quali l’intensità elettrica è pari ad almeno il 20% del VAL (Valore Aggiunto Lordo) possono ottenere una riduzione della componente Asos fino ad un minimo dello 0,5% del VAL (Valore Aggiunto Lordo).

 

Le imprese che consumano almeno 1GWh ma la cui intensità energetica è minore del 20% possono ottenere la riduzione della parte Asos solo se appartengono a determinati settori, tra cui: industrie estrattive, alimentare, plastica, vetro, siderurgica, tessile, cartaria.

 

A queste imprese sarà comunque richiesto di fornire un contributo pari ad almeno il 15% di quello richiesto alle imprese simili ma non aventi diritto all’agevolazione

 

Per ottenere l’incentivo sarà quindi necessario rientrare entro un determinato livello di efficienza energetica, che viene calcolata come il rapporto tra i costi per l’energia elettrica e il VAL

 

Le agevolazioni per le imprese energivore sugli oneri di sistema non sono calcolate in base ai consumi, ma in percentuale sul valore aggiunto: in sostanza, chi ha un’intensità energetica sul VAL più alta, paga meno.

Esistono diverse possibilità per sfruttare gli incentivi ma in pochi lo sanno...

Il Fondo Nazionale per l’efficienza energetica favorisce gli interventi necessari per il raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia, promuovendo il coinvolgimento di istituti finanziari, nazionali e comunitari con l’obiettivo di raggiungere gli obiettivi prefissati per il 2030.

 

È possibile ottenere diverse tipologie di incentivi, ma molti imprenditori non conoscono questa opportunità o non sono in grado di richiederne il riconoscimento, e si lasciano scappare l’occasione.

 

Ecco un piccolo specchietto riassuntivo, comprendente i già citati sconti in bolletta:

 

Titoli di efficienza energetica – Certificati bianchi: interventi che comportano efficienze superiori rispetto agli standard obbligatori per legge;

 

Bonus energivori: ovvero l’agevolazione di alcuni oneri presenti in bolletta per le imprese a forte consumo di energia elettrica;

 

Defiscalizzazione: l’energia elettrica e il gas utilizzati in alcuni processi industriali  non sono soggetti ad accisa, quindi alcuni oneri non vanno pagati;

 

Diagnosi energetica: un’analisi della realtà aziendale e dei processi produttivi mirati all’efficienza energetica. La diagnosi va effettuata ogni 4 anni ed è l’occasione per migliorare l’efficienza energetica e diminuire i consumi e le spese.

 

La recente valorizzazione di interventi di efficientamento energetico

Una novità che è stata approvata di recente riguarda la valorizzazione di interventi di efficientamento energetico.

 

Lo scorso 14/07/2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 73/2020 che integra e modifica quanto precedentemente disposto in materia di efficienza energetica.

 

Sulla base di questo decreto, viene introdotto l’obbligo per tutte le aziende energivore, indipendentemente dalla loro dimensione, di attivare almeno un intervento di efficienza energetica nell’intervallo di tempo di 4 anni che intercorre tra una Diagnosi Energetica obbligatoria e l’altra. In alternativa, gli energivori possono scegliere di implementare un sistema di gestione dell’energia.

 

Questo apre a delle opportunità per migliorare i livelli di efficienza energetica delle aziende e degli impianti produttivi. Ottimizzare i consumi energetici, avviare processi e sistemi di monitoraggio energetico e delle prestazioni energetiche, trovare soluzioni e dispositivi che possano migliorare la Power quality degli impianti, possono fare la differenza nella riduzione dei consumi e rientrare nei meccanismi di incentivazione dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE).

 

Infatti, riducendo in modo consistente i consumi energetici si potrà accedere ad altre forme di incentivazione, come TEE e Certificati Bianchi, volti a incentivare e a premiare il risparmio energetico attraverso interventi di efficienza energetica.

 

Uno di questi interventi può riguardare gli impianti di raffreddamento di sale tecniche. In quest’ottica la tecnologia a “Free Cooling” (raffreddamento libero) è senza dubbio una soluzione all’avanguardia che assicura grandi risparmi di energia e in bolletta.

 

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